Mostra fotografica di Gabriele Fiolo


Dreams & Selfies
Storie di lavoro e ordinario coraggio


Siamo fatti della stessa sostanza dei i sogni
W. Shakespeare

Un progetto di G. Fiolo in collaborazione con S. Kermalli, J. Mhina et L. Kihaga.
100 giovani volti sognanti, impauriti, gioiosi e arrabbiati si sono incontrati in una giornata di caldo umido dentro a un container incuriositi dalla richiesta del fotografo Gabriele Fiolo. Gabriele ha fotografato per tre mesi gli artisti di “Art Against Poverty”, un progetto che mira a donare un’immagine forte e spendibile a giovani artisti di Dar es Salaam (Tanzania).
L’8 dicembre Gabriele chiede agli artisti un regalo, un selfie, anzi tre selfie, tre emozioni e un’immagine ad occhi chiusi, sognante e silenziosa ... e gli artisti per ringraziarlo, ci hanno messo la faccia! Non era scontato che venissero, alcuni si sono alzati alle cinque del mattino, hanno pagato di tasca loro il trasporto, pazientemente si sono messi in fila fuori dal container, hanno compilato un questionario, hanno pensato a come fotografarsi, hanno pensato alle proprie emozioni, ai propri sogni, hanno scritto i loro nomi, musulmani, cristiani coi loro lineamenti forti, dolci, si è instaurato un dialogo sincero.
Una domanda che ha tormentato Gabriele durante il suo soggiorno in Tanzania è stata come sia possibile avere dei sogni in un paese dove nemmeno la lingua ufficiale contempla la parola futuro.
Il concetto di futuro nella cultura swahili si riassume nell’espressione muda ya badaye ovvero il tempo che verrà dopo.
Mangiare subito, consumare subito. Il dopo non esiste ...
Pensare al futuro è risparmiare qualche soldo per andare dai medici quando si sta male e per fare studiare i figli.
Ma i sogni esistono: sogno = ndoto.
Importante è sognare, importante è il sogno. Sogni semplici, andare a scuola, crescere, ripagare le fatiche dei genitori.
Kuota ndoto: sognare un sogno, rafforzativo.
Le immagini sono nitide, non esiste sfondo, potremmo essere a Londra o a Dakar perché nell’autoritratto l’autore è contemporaneamente fotografo, soggetto e spettatore.
Trasformati in un’immagine e guarda cosa c’è oltre le apparenze: è impossibile vedere il corpo separato dall’anima.

MOSTRA FOTOGRAFICA


  • Apertura: 11 - 16 Settembre 2018
  • Orari:
  • Da Martedì 11 a Giovedì 13 Settembre - 16.00-22.00
  • Da Venerdì 14 a Domenica 16 Settembre - 10.00-23.30

Entrata Libera
Rocca Isolani Minerbio (BO)

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Gabriele Fiolo

GABRIELE FIOLO


Gabriele Fiolo - iscritto AIRF (Associazione Italiana Reporters Fotografi) e giornalista pubblicista - è fotografo eclettico e curioso, la cui attività professionale si è svolta nei settori dello sport della moda dello spettacolo e del reportage sociale, da sempre attento al mondo del disagio, della disabilità e delle situazioni vulnerabili ha seguito e segue numerosi progetti per conto di enti, associazioni, ONG, Onlus, nonché progetti di visibility per l'Unione Europea.
Vive e lavora a Bologna

"Per me l'apparecchio fotografico è un quaderno di schizzi, lo strumento dell'intuizione e della spontaneità, il padrone dell'attimo che, in termini visivi, interroga e decide insieme. Per "esprimere" il mondo, bisogna sentirsi implicati in ciò che si ritaglia attraverso il mirino. Quest'atteggiamento esige concentrazione, disciplina spirituale, sensibilità e senso della geometria. Solo con una grand'economia di mezzi si può raggiungere la semplicità d'espressione. Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà convergono per captare la realtà che scorre; è allora che cogliere un'immagine diventa una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un fatto e l'organizzazione rigorosa delle forme percepite visualmente che esprimono e significano quel fatto: è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l'occhio e il cuore."

Gabriele Fiolo



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