Fiorilegio 15/18 di Alan Marcheselli


Fiorilegio 15/18


Ogni trittico di questo portfolio rappresenta una storia a sé, unico filo che li lega mezzo e genere ; il desiderio di creare mondi, di fotografarli e di mostrare l'utente una realtà alternativa a volte utopica altre estremamente distopica.

Un percorso nell'illusione di forma e prospettiva, luce e ombra; i set interamente creati in studio sono stati distrutti successivamente allo scatto per concretizzare la filosofia di scatto unico propria della fotografia istantanea.

Fiorilegio è così un'elegia all'inesistente e all'immaginario; frammenti di emozioni inventate, fotografate e poi distrutte di cui rimane solo un'immagine.

MOSTRA FOTOGRAFICA


  • Incontro con l'autore
    Giovedì 13 Settembre ore 20.00

    Apertura: 11 - 16 Settembre 2018
  • Orari:
  • Da Martedì 11 a Giovedì 13 Settembre - 16.00-22.00
  • Da Venerdì 14 a Domenica 16 Settembre - 10.00-23.30

Entrata Libera
Rocca Isolani Minerbio

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Alan Marcheselli

L'AUTORE :


Chiamatemi Polaroider.

Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o troppi pixel tra le mani e nulla di particolare che mi interessasse nei sensori CCD o CMOS, pensai di darmi alla fotografia integrale e vedere la parte istantanea del mondo.
E’ un modo che io ho di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione.

Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell’anima mi scende un maggio umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi a fotografare al più presto.

Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola.
Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada: io cheto cheto mi metto a scattare istantanee.
Non c’è nulla di sorprendente in questo.
Se soltanto lo sapessero, quasi tutti gli uomini nutrono, una volta o l’altra, ciascuno nella sua misura, su per giù gli stessi sentimenti che nutro io verso la fotografia.

Alan Marcheselli